Tutte le posizioni di apertura relative a bacino e anche sono molto importanti perché, praticando si opera anche sui blocchi emozionali legati al secondo chakra, fonte di ansie e tensioni che imprigionano il nostro vero essere. Con esercizi specifici, il nostro bacino si apre, acquista maggiore fluidità e lentamente si sciolgono anche i blocchi pranici più sottili che risiedono nel nostro corpo energetico. Per molti praticanti l’area dei fianchi resta apparentemente chiusa (oppure inaccessibile) anche dopo diversi anni. Questa condizione può trasformarsi facilmente in frustrazione. È importante non affrettare aspettando con pazienza il momento giusto. Ascoltate il corpo ed accettate i progressi e, a volte, i regressi senza perdere fiducia. Non lasciatevi scoraggiare e perseverate. In questo senso è opportuno sottolineare che a volte gli avvenimenti della nostra vita influenzano il passaggio. Non sempre il progresso segue l’intensità dei nostri esercizi; il cambiamento non dipende dal tempo e dall’energia profusa.
Troppo spesso nello Yoga occidentale ci dimentichiamo dell’importanza della meditazione, dei precetti etico morali che sono la base della pratica stessa e soprattutto dell’aspetto devozionale. Non è secondario sottolineare come il “successo/progresso” nella pratica dell’Hatha Yoga non viene misurato dalla nostra capacità di posizionare un piede sotto l’ascella, ma viene basato sull’intenzione che è alla base del movimento e dallo spazio qualitativo che lo sostiene. Ciò che conta, ai fini della pratica, è la sensazione che rimane, il retrogusto della pratica stessa. Se quello che proviamo è espansione e benessere dobbiamo essere soddisfatti. A tutti gli effetti, lo Yoga, non è un esercizio competitivo (sia verso l’esterno, che verso l’interno); quello che conta non è la forma fisica e mentale che ne deriva ma la qualità morale, l’insegnamento che ci trasmette, la strada necessaria per raggiungere i risultati ed infine il piacere che abbiamo provato nel praticare.
Yogadanda, il sostegno di uno yogin
In questa posizione lo yogi si siede usando la gamba come gruccia sotto l’ascella. Questa asana richiede molto tempo e pratica prima di riuscire a sentirsi a proprio agio. In questo senso, tutte le posizioni che riguardano bacino e anche in generale, sono quelle che richiedono una pratica più costante e continua. Una volta riusciti ad aprire le anche, la postura si rivela molto rilassante. La colonna vertebrale si riposa e il resto del corpo si rilassa con la mente che lo segue di riflesso. Sul piano fisico rende ginocchia e caviglie più elastiche.
1) ADHOMUKASVANASANA
Portatevi in quadrupedia. Fate attenzione che i gomiti siano allineati sotto le spalle e le ginocchia siano allineate con il bacino; sollevate le ginocchia dal suolo e portate i talloni dei piedi verso il pavimento. Se possibile, i talloni vanno a contatto con il suolo. Il peso delle mani è equamente distribuito sul materassino, le dita delle mani sono ben aperte. I muscoli delle gambe sono attivi ma non rigidi.
2) ADHOMUKASVANASANA – VARIANTE
Dalla posizione precedente, inspirate e sollevate la gamba destra aprendo il bacino verso destra. Mantenete le spalle allineate e prestate particolare attenzione ad evitare l’errore comune di lasciar scendere la spalla sinistra reando uno scompenso mentre si solleva la gamba destra verso l’alto.
3) PARSVAKONASANA – VARIANTE CON IL BRACCIO ALL’INTERNO DELLA GAMBA
Inspirate, portate il piede destro all’interno del braccio destro. Girate il tallone sinistro con un angolo di 30 gradi circa e posizionatelo al suolo. Spingete la spalla destra contro il ginocchio destro in modo da favorire l’apertura del fianco destro. Stendete il braccio sinistro sopra la testa.
4) Partendo da Parsvakonasana, espirate e abbassate il braccio esteso sopra la testa e posizionatelo al suolo. Portate le mani a terra, una a fianco all’altra, all’interno della gamba destra. Abbassate i gomiti al suolo. Mantenete lo sguardo in linea con gli occhi indirizzati verso il pavimento; stendete la spina dorsale.
5) Sollevate i gomiti verso il cielo in modo da formare un angolo retto. Inspirate e afferrate con la mano destra la parte posteriore della caviglia. Espirate e spingete la testa all’esterno della caviglia destra. Una volta posizionata la testa dietro la caviglia spingete i muscoli del collo contro la caviglia in modo da creare un gancio con il collo intorno alla caviglia. Tornate infine in Adhomukasvanasana per almeno 5 respirazioni complete prima di ripetere l’intera sequenza dalla parte opposta.
6) Inspirate e portate la caviglia destra dietro il polso sinistro. Espirate e allungate il corpo a terra posando la fronte al suolo in Ekapadarajakapotasana. L’importante è mantenere la muscolatura dei piedi e delle gambe attive.
7) Rilasciate la postura precedente, sedetevi con le gambe stese di fronte mantenendo il busto eretto. Inspirate e piegate la gamba sinistra al ginocchio in modo da formare un angolo di 90 gradi nella parte anteriore del corpo. Piegate la gamba destra sopra la gamba sinistra in modo da allineare la caviglia destra sopra il ginocchio sinistro in Agnistambasana (in sanaskrito significa Ceppi di legno sul fuoco). Anche in questo caso, tenete la posizione per almeno 10 respirazioni complete (se possibile anche di più). Tornate in Adhomukasvanasana e ripetete tutto dal lato opposto.
8) Rilasciate la postura e posizionate le piante dei piedi al suolo. Inspirate, portate la caviglia destra sopra il ginocchio sinistro. Con la mano sinistra afferrate la caviglia sinistra, espirate e stendete il braccio destro in avanti in modo da spingere il busto il più in avanti possibile. Continuando a espirare, cercate di creare più spazio per portare il busto in avanti in modo che il piede destro si porti il più vicino possibile all’ascella destra.
9) YOGADANDASANA – VARIANTE I
Espirando piegate il braccio destro all’esterno della caviglia destra e posizionate la mano destra dietro il fianco destro. Il gomito sinistro riposa sul ginocchio sinistro e l’avambraccio resta esteso in avanti. Inspirate e portate la mano sinistra intorno alla caviglia sinistra. Espirate e portate il ginocchio sinistro a contatto con il suolo, frontalmente. Rilasciate la caviglia, espirate e portate il braccio sinistro dietro la schiena per afferrare il polso sinistro con la mano destra.
10) YOGADANDASANA – VARIANTE II
La testa resta in linea con la spina dorsale. Ripetete nuovamente la stessa sequenza dalla parte opposta.
A cura di: Gian Marco Coventry
Fonte: Vivere lo Yoga










