Vishuddha Chakra e la profonda purificazione

Vishuddha Chakra e la profonda purificazione

Vishuddha significa “profonda purificazione” o “centro di ogni purezza”. L’area di corrispondenza fisica è la gola e il plesso faringeo. Il suo elemento è l’etere. Vishuddha chakra è correlato con la tiroide, il collo, la gola, la bocca, il palato, le orecchie e la funzione dell’udito in generale, il viso e i muscoli mimici e condivide con Anahata le mani. I soggetti focalizzati in Vishuddha hanno la vocazione per la comunicazione e in particolare per le sue forme più complesse, simboliche e artistiche. La parte negativa di Vishuddha è l’inganno e l’autoinganno, la capacità di giocare più ruoli e avere più facce. Nei casi di squilibrio rajasico (eccesso energetico) la capacità comunicativa ed espressiva è unita all’egocentrismo, alla bassa capacità d’ascolto, alla logorrea e alla mutevolezza d’umore. In questi casi il soggetto può presentare una voce alterata, contrazioni del collo e la difficoltà a stare fermo. All’opposto lo squilibrio tamasico (deficienza energetica) può comportare una sincerità non mediata e spesso inopportuna, concretezza nella comunicazione unita alla mancanza di delicatezza, incapacità di sintesi, difficoltà nel comprendere il valore intrinseco della comunicazione e dell’insegnamento. In questi casi il soggetto può presentare difficoltà nella verbalizzazione dei sentimenti, ripetitività e turpiloquio, mancanza di chiarezza e idee vaghe, rigidità nella mimica facciale, senso di soffocamento, gola e voce contratte, lunghe pause nel dialogo, movimenti frequenti del capo e difficoltà di mantenere la testa diritta.

Al contrario la fioritura di questo chakra è dispensatrice di creatività ricercata, capacità comunicativa e d’ascolto, voce chiara e calma, facoltà di sintesi, abilità nel consolare attraverso il gesto e la parola, amore per la musica, il suono in generale, per la conoscenza e la spiritualità. Il colore della vibrazione energetica di Vishuddha è l’azzurro/blu. Il senso correlato è l’udito, l’organo di senso sono le orecchie, mentre quello d’azione sono le corde vocali. È simbolicamente rappresentato da: l’elefante bianco che simboleggia l’elemento etere (akasha) e la conoscenza delle origini; il dio Sadashiva, l’aspetto di Shiva eternamente benevolo; la dea Shakini vestita di giallo e risplendente di luce, ormai non più completamente separata da Shiva. Le asana per il riequilibrio sono tutte le posizioni, o le varianti, che interessano il collo. Tra le più rappresentative Halasana, Sarvangasana e Matsyasana. Ottimo anche l’utilizzo d’alcuni mudra come kechari mudra (la punta della lingua che dall’interno è spostata verso la cavità nasale) o di jalandara bandha (il mento mantenuto contro lo sterno). Oltre alle asana e alle tecniche di Kriya Yoga, come quella presentata, può essere utile per riequilibrare Vishuddha: l’utilizzo di mantra, soprattutto il kirtan (canto devozionale); il Nada Yoga che è una via dello Yoga incentrata sull’utilizzo della voce; l’esercizio di parlare con se stessi davanti a uno specchio; concentrarsi durante la comunicazione sulla mimica facciale, del corpo e sul suono della voce dell’interlocutore; ascoltare musica; suonare uno strumento; recitare; scrivere i propri pensieri o storie immaginarie. Visuddha è il primo dei tre chakra superiori. Il suo equilibrio significa avere la mente e le emozioni sotto controllo unite a una propensione verso l’arrendevolezza e l’accettazione di ciò che accade. La gestione consapevole garantisce un’enorme quantità di energia disponibile nei momenti di tensione e ansia.

SETU BANDHA SARVANGASANA (4° E 5° CHAKRA)
Coricatevi a terra tenendo le piante dei piedi a contatto con il pavimento, le ginocchia piegate e le gambe divaricate alla stessa larghezza del bacino e delle spalle. Portate i talloni vicino ai glutei, mantenendo sempre le piante dei piedi ben salde a terra con le punte parallele o girate leggermente verso l’interno, evitando con cura di girarle all’esterno. Inspirando, sollevate il bacino verso l’alto facendo forza principalmente con i quadricipiti. Cercate di lasciare le braccia distese e le dita delle mani intrecciate. Mantenete 6-8 respirazioni ripetendo per 3 volte.

PURVOTTANASANA (4° E 5° CHAKRA)
Sedetevi con le gambe allungate, il busto eretto e appoggiate le mani sul pavimento dietro la linea delle spalle. Inspirando spingete contemporaneamente le gambe in avanti e il bacino verso l’alto mantenendo il mento attaccato allo sterno. Con la successiva espirazione abbandonate con delicatezza la testa all’indietro. Idealmente le piante dei piedi sono sul pavimento con il bacino in linea con le spalle, ma può essere eseguita anche come una panca inclinata poggiando solo sui talloni. Mantenete 6-8 respiri spingendo costantemente il bacino verso l’alto e scendete poi respirando. Ripetete 3 volte.

SARVANGASANA (5° CHAKRA)
Distesi a terra sollevate le gambe e spingetele all’indietro; quando la schiena si solleva portate le mani a supporto nella parte bassa della colonna. Con i gomiti stretti, alzate le gambe verso il soffitto; il bacino idealmente arriva a essere in linea con le spalle e la schiena è allungata e diritta. Se avvertite dolore o senso di malessere al collo, scendete con le gambe a un livello che potete mantenere senza problemi. Rimanete in posizione, con respirazione lenta e addominale per 15-25 inspirazioni evitando accuratamente di muovere il collo.

HALASANA (5° CHAKRA)
Da Sarvangasana scendete lentamente con le gambe e spingete i piedi verso il pavimento, dietro la testa. Mantenete l’appoggio delle mani sulla parte bassa della schiena fino a quando i piedi non toccano terra scaricando parte del peso su di essi. Non forzate il movimento, se avvertite dolore o tensione fermate la posizione anche se i piedi non raggiungono il pavimento e lasciate le mani in appoggio. Cercate di tenere le gambe attive e tese; solo nel caso in cui i piedi tocchino terra distendete le braccia e intrecciate le dita delle mani. Mantenete la posizione per 15-20 respirazioni evitando di muovere il collo.

MATSYASANA VARIANTE 1 (5° CHAKRA)
Abbandonate lentamente la posizione precedente abbassando le gambe. Raggiunto il pavimento, sollevate il busto con le mani sui glutei oppure tenete i palmi a terra e gli ischi in appoggio sul dorso delle mani stesse. Tenete i gomiti stretti e gli avambracci a contatto con il pavimento. Allungate il centro del petto verso il soffitto e rilassate la testa verso terra. Inspirate, spingete il torso verso l’alto e fate fluire l’aria fino all’apice della cassa toracica. Mantenete la posizione per 4-8 respiri.

MATSYASANA VARIANTE 2 (5° E 7°CHAKRA)
Dalla variante 1 di Matsyasana, cercate il contatto tra la sommità del capo e il pavimento. Tenete sempre la schiena inarcata e il centro del petto verso il soffitto. Ricordate che la base d’appoggio non deve essere la fontanella, ma la parte della nuca posizionata tra la fontanella e la fronte. Raggiungete la posizione e, se non sentite dolore al collo, allungate le braccia congiungendo i palmi delle mani. Mantenete per 4-8 respirazioni complete.

JATHARA PARIVARTANASANA (3°, 4° E 5° CHAKRA)
Distesi a terra, inspirando alzate le gambe tese a 90°. Con l’espirazione successiva abbassatele verso sinistra fino a raggiungere il pavimento. Ruotate la testa dalla parte opposta. I muscoli delle gambe sono attivi, i piedi a martello, le ginocchia e le caviglie unite tra loro. La spalla destra rimane aderente al tappetino. Mantenete la posizione per 20-30 respirazioni prima di ripetere dalla parte opposta.

MEDITAZIONE
Sedetevi a gambe incrociate o con una caviglia di fronte all’altra. La schiena è dritta e il collo allineato con la colonna vertebrale. Portate le braccia in appoggio sulle ginocchia con i palmi delle mani verso l’alto in jnana mudra (indice e pollice a contatto con le altre dita distese). Gli occhi sono chiusi e girati verso il terzo occhio – Ajna (shambhavi mudra). Focalizzate l’attenzione sul respiro. Visualizzate un ovale disposto verticalmente con la base all’inizio del collo e la sommità all’altezza del palato. L’ovale è colmo di vapore color argento. Mantenete l’immagine nitida, dettagliata e recitate mentalmente il mantra “HAM”. Dopo 5-20 minuti, unite le mani al petto e fatele scivolare lungo il corpo distendendovi a terra in Savasana.

A cura di: Associazione Hari-om
Fonte: Vivere lo Yoga