Pincha Mayurasana – superare la paura

Pincha Mayurasana – superare la paura

Quante cose ci spaventano? Non ce ne accorgiamo nemmeno, ma la paura è sempre con noi. Ci condiziona, guida i nostri pensieri, e le nostre azioni. È un’emozione potente, responsabile, insieme all’amore, di quasi tutte le nostre scelte. Ogni nostra decisione è parzialmente influenzata dalla paura o dall’amore. Viviamo sotto assedio, afflitti da una costante ansia legata al timore di perdere qualcosa: il lavoro, la nostra anima gemella, l’affetto dei cari…

E se questo non fosse già abbastanza, abbiamo paura di non piacere, di deludere chi amiamo, di cambiare, di fallire. E, dulcis in fundo, abbiamo paura degli altri. Eppure, quasi non ci accorgiamo di tutto ciò. Ci illudiamo che le nostre scelte, i nostri comportamenti, siano frutto della nostra volontà, l’espressione di noi stessi. Non ci rendiamo conto che, in realtà, siamo succubi del sistema che ci spinge ad uniformarci per non perdere consensi, per piacere, per essere apprezzati, amati. Siamo schiavi, prigionieri senza celle né sbarre in una gabbia che noi stessi abbiamo costruito, illudendoci, giorno dopo giorno, e convincendoci che è VERAMENTE ciò che vogliamo.

Questa farsa dura da così tanto tempo che oramai non sappiamo più distinguere la realtà dalla menzogna e siamo così confusi che facciamo fatica a dipanare la matassa dei nostri pensieri. La vita che desidero è veramente questa o è quello che gli altri vogliono per noi? Se decidessi di cambiare non correrei il rischio di perderli? E se li perdessi sarei felice? E via così, in una spirale di terrore crescente che ci paralizza nel corpo e nella mente. Il primo passo da compiere, se vogliamo liberarci dalla paura, è quello di cominciare a capire, in modo consapevole, del potere che ha su di noi. Dobbiamo avere il coraggio di andare oltre e guardare in faccia le nostre paure, senza preconcetti, o giudizi. Dobbiamo scoprire che anche sbagliare può diventare un’esperienza utile, se lasciamo che l’errore ci insegni qualcosa. Fallire può essere il miglior modo per capire che in realtà desideravamo qualcos’altro. Non necessariamente quello che vogliono tutti deve essere l’obiettivo da prefiggersi, la cosa che ci renderà felici. Lo Yoga insegna molti modi ad affrontare la paura.

Le asana in inversione, in particolare, rappresentano in modo simbolico proprio il superamento della paura. L’inversione è un totale capovolgimento del nostro punto di vista sul mondo, è una piccola rivoluzione che facciamo compiere al nostro corpo, e alle energie che lo attraversano; per questo porta doni inaspettati. Affrontare un’asana in inversione vuol dire affrontare la paura di cadere, e quindi di fallire, di perdere il controllo, di guardare il mondo con occhi nuovi. Nulla come un’inversione può insegnarci a cadere, e a rialzarci. Siamo messi alla prova e dobbiamo trovare il coraggio di cambiare gli equilibri del nostro corpo, e con questi, quelli della nostra vita, senza paura. La cosa peggiore che può capitarci, è cadere. Ma abbiamo imparato a rialzarci e questo non fa più paura.

Adho Mukha Svanasana (Variante)

I piedi sono aperti all’altezza del bacino, i muscoli delle gambe sono attivi, il peso del corpo è ben distribuito tra mani e piedi. Le mani sono appoggiate sui polpastrelli e spingono delicatamente sul tappetino. Il centro del petto, in apertura, spinge verso terra.

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Parivrtta Adho Mukha Svanasana

Da Adho Mukha Svanasana, la mano destra si appoggia all’esterno della caviglia sinistra. Il centro del petto si apre a sinistra.

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Uttanasana

Gambe e piedi sono uniti a paralleli; mantenete le gambe attive. Effettuate una flessione frontale allungando al massimo la colonna vertebrale. Quando gli addominali toccano le cosce, portate le mani a terra, accanto ai piedi.

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Pascimottanasana

Le gambe sono in Tadasana: il secondo dito del piede, il ginocchio e l’anca sono allineati, i quadricipiti sono attivi. L’addome cerca le cosce, la curva lombare è invertita. La colonna vertebrale rimane sempre distesa.

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Purvottanasana

Le gambre sono in Tadasana, le mani sono sotto le spalle, le dita sono rivolte verso i piedi. Il bacino è sollevato, il capo rivolto all’indietro. Spalle, bacino e caviglie sono sulla stessa linea.

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Eka Pada Adho Mukha Svanasana

Da Adho Mukha Svanasana una gamba è sollevata, tesa, tallone, anche e spalle sono su un’unica linea.

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Ardha Chaturanga Dandasana

Il peso è distribuito uniformemente sulle mani e sui piedi. Il corpo è su una linea retta, dalla testa alle caviglie, con la colonna distesa. Le braccia sono distese, con le mani ben aperte, appoggiate sotto le spalle.

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Vasisthasana (Variante)

Le dita della mano a terra sono ben distanziate tra loro, la mano poggia leggermente oltre la spalla, in linea con l’orecchio. Il braccio sollevato è perpendicolare al pavimento, con la mano aperta, attiva e le dita ben divaricate. Le gambe sono unite, solo il piede più vicino al pavimento poggia a terra, di taglio. Il bacino è sollevato il più possibile.

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Bhujangasana

Le mani poggiano a terra, aperte e ben distese, alla stessa larghezza delle spalle. Le scapole sono a c c ollate al la sch iena, la gabbia toracica è espansa e lo sterno sale verso l’alto. Il tratto lombare è disteso, il coccige radicato verso i talloni. I glutei sono decontratti.

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Adho Mukha Svanasana (Variante)

Partendo da Adho Mukha Svanasana, gli avambracci appoggiano a terra, i gomiti sono in linea coi polsi, i talloni si sollevano da terra, lo sguardo è rivolto in avanti.

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Eka Pada Adho Mukha Svanasana (variante)

Dalla posizione precedente, una gamba si solleva, tesa. Tallone, anche e spalle poggiano su un’unica linea.

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Pincha Mayurasana

Il peso del corpo è equamente distribuito sugli avambracci e sulle mani. Le mani sono attive, gli avambracci premono contro il pavimento, paralleli tra loro. Le scapole sono accollate alla schiena, lo sterno è proteso inavanti. La colonna è distesa, il bacino è neutro. Lo sguardo è rivolto in avanti.

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A cura di: Elisa Francese e Gabriella Dombi, scuola Hari-om
Fonte: Vivere lo Yoga