Sarasvati, un fiume che diviene parola, musica e poesia

Sarasvati, un fiume che diviene parola, musica e poesia

La Dea Sarasvati ha origine nel RigVeda più antico, (quello composto fra il 1300 e il 1000 a.C.) dove è associata al fiume Sarasvati, oggi scomparso. In uno degli inni si dice che pervada tre regni, quello della terra, dell’atmosfera e del cielo: “Colei che scorre pura dalle montagne sino all’oceano”.

Sin dai tempi più remoti la connessione tra divinità e fiume è esemplare. Il fiume forniva acqua per abbeverarsi, per coltivare i raccolti e per pulire; non è sorprendente quindi che Sarasvati sia stata venerata come Dea della nutrizione e della fertilità. Nella tradizione hindu, ma non solo, le acque sono identificate con la parola sacra così come con la guarigione. Ciò che dona corpo e nutre la parola sacra, e la porta alla nascita, sono le acque. Il fiume nella religione induista rappresenta la traversata da uno stato d’ignoranza a uno di conoscenza ed è il luogo del passaggio: l’uomo che lo attraversa viene purificato dalle acque ed è pronto a rinascere come essere spirituale.

La radice sanscrita di Sarasvati ha diversi significati: scorrere (come un flusso), suonare, vibrare (ad alta voce), comunicare o parlare, gridare con gioia, elogiare, glorificare o adorare. Saras significa “fluido” ed è dunque connesso a tutto ciò che scorre: la parola, il pensiero, l’ispirazione. Tutte azioni che spesso sono descritte metaforicamente in termini di acqua. Possiamo essere “fluenti” in una lingua straniera o fare un discorso “fluente”, a volte l’ispirazione “fluisce”, a volte no… Si parla anche di “sete” di conoscenza. Sarasvati viene identificata con Vac, la dea della parola intesa come veicolo del sapere; per questa ragione è dispensatrice di intelligenza ed è appannaggio dei veggenti. Il pensiero umano, la memoria e l’intelligenza creativa sono le fonti della cultura per cui Saravati è la Dea.

È anche l’ispirazione nelle arti, e viene invocata spesso dai poeti, ma è anche connessa con la musica, la danza e la scienza. Domina su ogni cosa, sostiene gli dei e trasporta il nettare divino dell’immortalità (il Soma). Dona agli esseri umani la saggezza e la comprensione del mondo visionario e poetico dei grandi saggi, i rishi. Sarasvati è dunque l’emblema della conoscenza che rivela sempre qualcosa in più rispetto a quello che appare perché, come ci viene indicato nel percorso yogico, quando l’attenzione è alta, la mente non condizionata e il corpo sufficientemente rilassato, allora siamo in grado di comprendere molto di più e molto altro rispetto a quello che realmente siamo.

Un’ispirazione che permette di valicare le solite convinzioni grazie all’intuizione che amplia la prospettiva; la vera conoscenza trascende dalle strutture pre-stabilite. Il grande maestro Aurobindo descrive Sarasvati come l’ispirazione che viene dalla Verità e dalla Coscienza: “Ella, tramite l’azione costante dell’ispirazione riporta alla coscienza la verità nei nostri pensieri”. Sarasvati conduce verso la comprensione anche attraverso l’aspetto artistico e ludico. Entrare in contatto e convivere in contesti di bellezza, sia attraverso l’ascolto di una sinfonia, la lettura di una poesia o dipingendo un acquarello, riconduce l’essere umano alle leggi primordiali della creazione e attraverso questi processi egli le rivive in sé.

L’influenza dell’arte sull’uomo ha una grande analogia con lo Yoga. Così come attraverso la pratica si impara a conoscere i propri difetti, a correggerli, a superarli e a rinnovarsi, anche attraverso la creatività si può crescere, evolvere, sciogliere le crisi e avere la possibilità di aprirsi verso sé stesso e verso gli altri. “La mia arte è in realtà una confessione, un tentativo di chiarire a me stesso in che relazione sto con la vita” (E.Munch). È ormai stato ampliamente dimostrato che il contatto con “il bello” attiva gli impulsi risanatori. Le risorse fisiche, intellettuali e quelle del cuore sono coinvolte nel processo di guarigione perché il bello cerca continuamente di connettersi con il vero, con quanto nel soggettivo si riveli di oggettivo. E in questa centralità vive l’armonia e la salute. Sarasvati diviene dunque l’arte che traduce la materia in idea, colei che esprime il materiale sensibile in una forma ideale, portando l’invisibile a manifestarsi.

La sequenza

Per agire sui processi vitali e attivare, attraverso le asana, le energie di cui la Dea Sarasvati è immagine, dobbiamo lavorare su quattro aspetti. L’allineamento e l’allungamento (che ci porta verso “l’alto”), l’utilizzo delle torsioni (funzionali allo sblocco e all’evoluzione), l’assunzione di asana di chiusura (per compensare lo sforzo dorsale) e infine l’utilizzo di un simbolo che agisca come sigillo anche su piani più sottili. Quattro modalità che si svolgono dapprima supini, poi seduti e in piedi come in un percorso di crescita: dal basso verso l’alto. Al termine, la postura finale: Sarasvati- Asana per far fluire il tutto all’interno del nostro essere.

Il rilassamento

L’importanza di Sava Asana (la posizione del cadavere) è fondamentale perchè senza rilassamento le energie creative non si liberano… È necessario abbandonarsi in maniera cosciente, accogliere tutte le sensazioni che affiorano e lasciarsi fluire, come un fiume, come Sarasvati.

Le Hasta Mudra

Le Hasta Mudra sono una sorta di asana eseguite con le mani. Questi gesti che appartengono a differenti tradizioni hindu coinvolgono i canali energetici che partono dalle dita e scorrono lungo tutto il corpo. Eseguendo queste Mudra (gesti) attiviamo la corteccia celebrale proprio perchè le mani occupano un’area molto grande del cervello e ogni dito della mano è posto in relazione ad una sua ansa. Ogni Mudra ha inoltre un suo significato simbolico. Attraverso le mani esprimiamo una sorta di invocazione alla Dea Sarasvati “Rendo onore alla Dea della parola perché possa guidare la mia voce, esaudire i miei desideri e donarmi l’amore… in tutte le sue forme”.

L’ALLUNGAMENTO: DANDA ASANA – IL BASTONE

Sdraiati, inspirando portate le braccia distese oltre il capo e allungate tutto il corpo, dalla punta dei piedi, alle dita delle mani. Espirando, assestatevi e rilassatevi. Eseguite questo allineamento dinamico per 10 respiri.

lallungamento-danda-asana

LA TORSIONE: BHOGAVATI ASANA. LA DEA SERPENTE – IL CAMBIAMENTO

Portate le mani sull’addome. Inspirando piegate la gamba destra e portate il piede sotto il polpaccio sinistro. Espirando portate il ginocchio destro a terra verso sinistra. Eseguite anche sull’altro lato mantenendo la posizione almeno per 15 respiri.

la-torsione-bhogavati-asana

LA CHIUSURA: SVDHA ASANA – LA DEA DEL FUOCO. LA TRASFORMAZIONE

Inspirate ed espirando piegate la gamba sinistra portando il ginocchio verso il petto; la mano sinistra afferra il ginocchio. Inspirate ed espirando tirate il ginocchio a terra verso sinistra sino a che il gomito non tocca il suolo. Il piede rimane sollevato. Eseguite anche sull’altro lato mantenendo la posizione per almeno 15 respiri.

la-chiusura-svdha-asana

IL SIMBOLO: SUMATI ASANA – LA DEA CHE RAPPRESENTA LO SCORRERE VELOCE E TUMULTUOSO

Piegate le gambe portando i piedi a terra. Inspirando sollevate il bacino ed espirando portate le mani a sostenere la zona lombare. Mantenete almeno per 10 respiri.

il-simbolo-sumati-asana

L’ALLUNGAMENTO: JAGADDHARI ASANA – COLEI CHE SOSTIENE IL MONDO. LA FORZA

Seduti con la schiena ben diritta e le gambe distese; inspirando accavallate la gamba sinistra sopra la destra e sollevate le braccia sulla linea delle spalle. Espirando piegate i gomiti e portate i palmi delle mani rivolti verso l’alto. Eseguite anche sull’altro lato mantenendo la posizione per almeno 10 respiri.

lallungamento-jagaddhari-asana

LA TORSIONE: MENAKA ASANA – COLEI CHE CONOSCE E PORTA LE ENERGIE DELLE ANTENATE. LA SAGGEZZA

Con le gambe distese, inspirando, sollevate la gamba sinistra tesa e afferrate l’alluce con indice e medio della mano sinistra. Espirando, ruotate il busto verso destra; la mano destra in appoggio a terra o sul fianco sinistro. Eseguite anche sull’altro lato mantenendo la posizione per almeno 10 respiri.

la-torsione-menaka-asana

LA CHIUSURA: GARBHAPIDA ASANA. IL FETO RACCHIUSO NEL GREMBO MATERNO. IL CALORE

Piegate le gambe avvicinando le piante dei piedi al bacino. Inspirate ed espirando abbracciate le gambe e piegate la testa verso le ginocchia. Mantenete la posizione almeno 15 respiri.

la-chiusura-garbhapida-asana

IL SIMBOLO: JALAKANTA ASANA. COLEI CHE È NATA DALLE ACQUE MOSSE DEL VENTO

Con la schiena ben diritta, accavallate le caviglie in modo che i lati esterni dei piedi aderiscano a terra e siano vicini al bacino. Inspirando, sollevate le ginocchia e abbracciatele con le dita delle mani intrecciate. Mantenete la posizione almeno 15 respiri.

il-simbolo-jalakanta-asana

L’ALLUNGAMENTO: MAHA DEVI. LA GRANDE DEVI. IL FEMMINILE

In piedi con le gambe divaricate, inspirando, sollevate le braccia sulla linea delle spalle. Espirando flettete le ginocchia e le braccia. Gli indici puntano al cielo e le altre dita sono chiuse a pugno. Mantenete la posizione almeno 15 respiri.

lallungamento-maha-devi

LA TORSIONE: MUHURTA ASANA. LA DEA CHE SCANDISCE IL TEMPO

Le gambe sono leggermente divaricate. Inspirando sollevate il tallone destro da terra e il braccio sinistro verso l’alto. Espirando ruotate il busto verso destra: puntate l’indice destro e lo sguardo verso il tallone destro e l’indice sinistro al cielo. Eseguite anche sull’altro lato mantenendo la posizione per 24 respiri per parte.

la-torsione-muhurta-asana

LA CHIUSURA: SVAHA ASANA. COLEI CHE MANTIENE IL FUOCO VIVO

Con le gambe divaricate e le mani premute sull’addome con la punta delle dita rivolta verso il basso, inspirate. Espirando flettete il busto in avanti e appoggiate i gomiti sulle ginocchia. Il respiro è basso/ addominale in modo da percepire attraverso la pressione delle mani il movimento dell’addome. Mantenete la posizione almeno 15 respiri.

la-chiusura-svaha-asana

IL SIMBOLO: NATAVARA ASSANA. IL DANZATORE ELETTO. L’ARTE, IL GIOCO

Mettete il piede destro all’esterno del polpaccio sinistro con le dita poco sopra il pavimento e la pianta del piede quasi verticale. Sollevate entrambe le mani verso destra come per suonare un flauto. Il palmo destro è rivolto in avanti e il sinistro indietro. I pollici e i mignoli sono arcuati e le dita centrali piegate. Girate la testa verso sinistra e portate lo sguardo a terra. Eseguite anche sull’altro lato mantenendo la posizione per almeno 15 respiri.

il-simbolo-natavara-asana

SARASVATI ASANA – COLEI CHE SCORRE

Portatevi distesi e fate qualche respiro calmo e regolare. Inspirando sollevate il bacino e il busto da terra facendo attenzione a non flettere le ginocchia. Il corpo deve risultare stirato; il peso va distribuito uniformemente sui punti che sono a contatto con la terra (piante dei piedi, mani, braccia, spalle e nuca). Tutti i canali del corpo vengono allungati e tesi per attivare lo scorrimento dell’energia vitale. Mantenete la posizione per quanto è possibile.

sarasvati-asana

RILASSAMENTO

Sdraiati in Sava Asana con le gambe leggermente divaricate e i palmi rivolti verso l’alto; assicuratevi di essere comodi. Chiudete gli occhi e cercate di rilassare tutto il corpo a partire dai piedi sino ad arrivare al viso. Osservate per qualche minuto il corpo che diviene sempre più pesante e il respiro farsi sempre più leggero. Immaginate che all’interno della vostra gola vi sia una fonte d’acqua. L’acqua che sgorga è purissima e fresca. Concentratevi per qualche momento su questo punto rilassando bene il viso e il collo. Sentite l’acqua che comincia a fluire nelle spalle, lungo le braccia e nelle mani. L’acqua sciacqua, risciacqua, porta via le tensioni accumulate nel tronco… Percepite l’acqua scendere nel petto, entrare nell’addome e arrivare in tutta la schiena. Lasciatela scorrere e immaginate che tutto ciò che non vi appartiene (le tensioni, i dolori, ecc.) vengano eliminati dall’acqua che scorre. L’acqua arriva nel bacino. Osservate come vi rinfresca e porta via tutte le infiammazioni… Per qualche minuto non fate altro che ascoltare la sensazione. Poi lasciate che l’acqua della vostra fonte scenda lungo le gambe, sino ai piedi. Come un fiume che scorre nel corpo l’acqua vi purificherà. Lasciate che scorra, in ogni muscolo, ogni nervo. Lavate tutti gli organi, purificate ogni ansa, rinnovate ogni cellula. Prendetevi ancora qualche minuto poi cominciate a muovervi lentamente e sedetevi in una posizione comoda.

MUDRA

IO ONORO: Le mani si giungono davanti al petto.

io-onoro

LA DEA DELLA PAROLA: Il palmo della mano destra è rivolto in avanti. Piegate il mignolo, l’anulare e il medio, indice e pollice si toccano. Il palmo della mano sinistra è rivolto verso la mano destra e le dita sono leggermente piegate.

la-dea-della-parola

PERCHÉ POSSA GUIDARE LA MIA VOCE: Con le mani davanti al petto e i palmi che guardano in avanti, piegate i mignoli, gli anulari, e i medi e unite le punte di indici e pollici.

perche-possa-guidare-la-mia-voce

ESAUDIRE I MIEI DESIDERI: Palmo della mano sinistra in avanti con le dita distese e unite. Portate la mano destra davanti alla sinistra col palmo rivolto verso il petto. Le punte di pollici e indici si toccano e le altre dita si staccano e spingono verso l’esterno.

esaudire-i-miei-desideri

DONARMI: Portate i palmi delle mani vicini e rivolti verso il cielo.

donarmi

L’AMORE: Il palmo della mano destra è rivolto verso terra e la mano sinistra ruota sul polso per portare il palmo in avanti; piegate l’indice e il pollice in modo da far toccare le punte.

lamore

A cura di: Silvia Ornaghi
Fonte: Vivere lo Yoga