La luna e lo yoga

La luna e lo yoga

La luna e i suoi significati simbolici sono da sempre oggetto di curiosità per tutte le culture. La luna ha ispirato poeti e condizionato, attraverso le attività agricole di semina e raccolto, la crescita di molti popoli. La medicina popolare e quella alternativa sono ricche di tradizioni legate alla luna e persino una buona parte della psicologia tiene in considerazione i suoi condizionamenti sulla mente degli esseri umani.

L’influenza sulla terra e sugli esseri viventi è la risultante di un fenomeno di “risonanza”. Come nella musica gli effetti della risonanza sono responsabili della sonorità e del timbro di ogni strumento, per la Luna le forze magnetiche che interagiscono tra essa, la terra e il sole, determinano degli effetti sugli elementi terrestri che si trovano “in risonanza” con tali forze (sulla medesima lunghezza d’onda). Esiste una ciclicità che origina diverse fasi di lunazione. Quando si trova in congiunzione con il Sole, si è nella fase di Luna Nuova. I due astri si sovrappongono generando un annullamento reciproco delle loro forze, manifestando così una speciale complementarietà delle energie (in natura: Yin-Yang, maschile e femminile…). Il risultato è la manifestazione di una forza neutra che permette la sospensione delle energie contrapposte e il raggiungimento dell’equilibrio e dell’unificazione polare: la strada dello Yoga a livello astrale. Nella tradizione indiana non a caso questo momento è venerato come la notte della trascendenza divina: lo Shiva Ratri è la celebrazione della notte misteriosa di Shiva. Se ci si impegna in attività spirituali i risultati saranno straordinari; l’effetto di massima purificazione che si manifesta, sia nell’essere umano che nella natura circostante, è al massimo della sua forza. Grazie ad una serie di energie che scaturiscono nel cosmo, in questa fase si origina, ad alti livelli, il libero arbitrio, un momento di massima espressione di scelta senza condizionamenti esterni; desideri e scelte hanno maggiori possibilità di realizzazione e, conseguentemente, richiedono maggior sensibilità e attenzione. Essere consapevoli delle aspirazioni, evitare gli eccessi, essere responsabili delle decisioni, ascoltare la voce del cuore, cogliere i segnali e le sincronicità che si presentano nella vita…

In questi momenti si manifesta più facilmente il misterioso trasferimento tra la volontà individuale e la volontà divina. La Luna Nuova è l’inizio della fase di crescita del ciclo lunare, nella fase di Luna Crescente si attua il processo di accumulo, sedimentazione, rigenerazione della struttura fisica e sottile. La Luna crescente raggiunge un momento di forza, di dinamismo, a metà della distanza verso la Luna Piena, cioè quando si forma il Primo Quarto. Dal punto di vista dell’orientamento delle energie interiori, facilita l’assimilazione di informazioni, l’interiorizzazione e l’introspezione, la risoluzione dei problemi legati al passato, il superamento di sé e l’essere centrati. La Luna nella sua massima pienezza è all’apogeo di influenza sul nostro pianeta; il flusso arriva al massimo, cresce la ricettività e la sensibilità di tutti gli organismi viventi viene amplificata. L’influenza della Luna si esprime soprattutto sui liquidi dell’organismo e sulla psiche. Proprio per questa causa, il simbolismo lunare è in relazione al subconscio, all’acqua, alla sensibilità, alla ricettività, all’adattabilità, all’istinto. Tutte caratteristiche per eccellenza dell’aspetto femminile. Nella fase “Crescente” è bene utilizzare la pratica yogica più intensa e stimolante anche per attivare la ghiandola pituitaria che è profondamente connessa con la sessualità femminile e con il ciclo mestruale. Il ciclo che viene spesso paragonato a quello lunare infatti, è quello della fertilità della donna.

Questo ciclo ricalca la durata della lunazione (29 giorni e mezzo) e si verifica mediante l’interazione di diversi ormoni. All’incirca a metà del ciclo l’immissione nel sangue dell’ormone LH aumenta considerevolmente provocando la rottura del follicolo e mettendo in atto l’ovulazione; subito dopo si innalza la produzione di progesterone che prepara l’utero a un’eventuale gravidanza (se l’uovo viene fecondato), altrimenti, dopo 14 giorni, compare la mestruazione. Non è certo la luna a far scattare il picco ovulatorio ma il sincronismo tra ritmo fisiologico e ritmo cosmico: l’organismo entra in risonanza con il ritmo del cosmo e ne ricava regolarità. Le ricerche svolte durante il periodo di Luna Piena mostrano come la maggior parte del genere femminile, ma non soltanto, tenda verso un comportamento istintuale, che influisce drasticamente sul potere decisionale e il discernimento. Questo è uno dei motivi per cui la tradizione sconsiglia di prendere decisioni durante questa fase. Le fasi lunari variano: ogni sette giorni all’incirca si ha un cambiamento di un quarto di luna. Diversi studi e in tutte le misurazioni ormonali è emerso che, accanto ai cicli mensili, alcuni ormoni quali il cortisolo o il testosterone, hanno un ciclo circa settano. Pensiamo anche alle abitudini culturali come il riposo domenicale o il digiuno del venerdì… non sono altro che modalità inconsce di aderire alle fasi lunari attraverso la vita di relazione e un modo per armonizzarci coi bioritmi neuroendocrini e immunitari interni. Persino la febbre tifoidea nella sua evoluzione naturale (non alterata da assunzione di antibiotici) prevede una serie di quattro settenari di fase alterne dal suo esordio alla guarigione.

La tradizione astrologica orientale sostiene che nei due giorni prima della Luna Piena l’influenza di questo astro diventa particolarmente benefica sul nostro pianeta. È un giorno privilegiato e chiamato il giorno della bellezza e dell’armonia universale: Tripura Sundari e simboleggia la grande forza cosmica della bellezza e dell’amore divino. È il giorno in cui il senso della misura, dell’armonia e del buon senso sono più facilmente accessibili. Non appena la Luna diviene piena, tutto muta. La Luna Piena amplifica gli stati negativi, quali l’orgoglio, la rabbia, l’egoismo, le tendenze dominatrici… Ne consegue che il buon senso, il distacco, l’umiltà, la semplicità, la buona volontà, giocano un importante ruolo di bilanciamento di questi stati d’animo, unitamente ad una pratica yogica che possa esprimere la massima energia. Migliaia di anni fa, quando le vibrazioni del nostro pianeta avevano un’elevata frequenza (generata a livello globale dalla coscienza, dalle aspirazioni, dai pensieri e dai sentimenti degli uomini) i diversi popoli praticavano, in questa notte, rituali iniziatici, perché allora l’apogeo ciclico lunare amplificava la ricettività verso le vibrazioni superiori esistenti nell’aura della terra. Anche nei rituali di fertilità la Luna piena ha da sempre giocato un ruolo fondamentale; quanto alla pratica yogica questa fase può essere sfruttata per eseguire asana e mudra che stimolino la fertilità e comunque che lavorino sull’area pelvica. Il periodo di Luna Calante è particolarmente favorevole a tutti i processi di purificazione e disintossicazione; sostiene tutti i trattamenti volti a migliorare o guarire una malattia.

A metà del periodo calante, nel giorno in cui si forma l’ultimo quarto, si dovrebbe evitare di sollecitare troppo il corpo fisico. Lo Yoga insegna l’ascolto, è dunque sufficiente ascoltarsi e comprendere che, in queste giornate, una sessione di pranayama o un’esecuzione di asana leggera è la pratica più consona. Se ci si predispone alla ricezione possiamo quindi affermare che la connessione coi ritmi lunari ci condiziona profondamente. Quante volte abbiamo sentito affermare “Che persona lunatica!” riferendosi a un individuo che tende spesso a cambiare umore sotto l’influsso di quello che lo circonda. Il linguaggio popolare spesso ha la capacità di cogliere appieno le capacità energetiche profonde del mondo circostante: in questo caso la capacità di farsi fecondare dagli stimoli, di modificarsi, per giungere poi a “produrre” un risultato. Ogni persona, in quanto essere “in divenire”, è più o meno incline a variazioni emozionali o mentali. Per meglio comprendere questo aspetto possiamo rifarci alla tradizione che vede la testa, in particolare il cervello, governata proprio dalla fredda Luna, in quanto è la parte del corpo dove le calde emozioni del cuore-Sole si “riflettono” e si “raffreddano” diventando pensieri e idee.

E proprio come la Luna, a volte presente, a volte assente nella volta celeste, anche nell’essere umano talora prevale la facilità a farsi “ingravidare” dalle sensazioni mentre in altri momenti prevale la freddezza del pensiero. Lo Yoga, grazie alla sua duttilità, ci permette di canalizzare le giuste energie in relazione alle esigenze psicofisiche di ciascuno; a livello fisico possiamo lavorare praticando le asana che stimolano più o meno intensamente le energie connesse con la Luna come ad esempio le acque corporee che “sgorgano” dal secondo chakra o la regione della gola strettamente collegata alla regione pelvica. Da un punto di vista più “profondo” possiamo invece lavorare sul simbolo che come sempre ci conduce nel mondo del “non manifesto”: il simbolo viene percepito, in un certo senso decodificato, per realizzarsi profondamente nella mente attraverso l’esperienza del corpo.

PURVA ASANA – L’EST, DOVE NASCE IL SOLE

Seduti con le gambe distese e la schiena ben diritta portate le mani dietro la schiena. Inspirando, sollevate il bacino, inarcate la colonna e rovesciate la testa. Espirando assestatevi.

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UMA ASANA – IL BUIO, LA TRANQUILLITÀ PORTATA DALLA NOTTE

Seduti con le gambe distese e la schiena ben diritta, inspirando, stendete le braccia verso l’alto. I pollici e gli indici sono uniti, la schiena si inarca un poco all’indietro e lo sguardo ruota all’interno del triangolo formato dalle mani.

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DURGA BHADRA ASANA LA DEA GENTILE

Seduti, unite le piante dei piedi e divaricate le ginocchia. Con le mani afferrate i piedi e apriteli verso l’esterno come un libro.

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SHANKINI ASANA LA CONCHIGLIA

Seduti, con le piante dei piedi unite e le ginocchia divaricate, espirando, portate i palmi delle mani a terra sotto le gambe e scendete con il busto in avanti. Appoggiate la testa sui piedi.

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JAGADGAURI ASANA – LA SPLENDENTE DA CUI SGORGANO LE PIOGGE FERTILIZZANTI

Seduti, piegate la gamba sinistra con il ginocchio che si appoggia per terra all’esterno. La gamba destra è flessa con la pianta del piede a terra sulla linea del ginocchio. Il gomito destro è appoggiato sul ginocchio e l’avambraccio diritto, il dorso della mano sinistra sul ginocchio sinistro. Eseguite sull’altro lato mantenendo gli stessi tempi.

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SASA ASANA – LA LEPRE INSCRITTA NELLA LUNA

Seduti sui talloni, portate il busto in avanti sulle cosce; appoggiate a terra gli avambracci davanti alle ginocchia. Inspirando, sollevate la testa e mantenete la posizione qualche respiro. Inspirando, distendete le braccia e aprite ancora di più la gola. Dopo aver mantenuto qualche respiro, inspirando, portate a terra il vertice del capo, sollevate il bacino verso il cielo e staccate i talloni da terra. Le braccia si distendono a terra coi palmi al cielo.

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ARDHACHANDRA ASANA – LA MEZZA LUNA

Portatevi in ginocchio e allungate, di fianco, la gamba sinistra. Inspirando, portate il braccio destro verso l’alto e la mano sinistra sulla coscia. Espirando, flettete il busto verso sinistra. Le braccia sono morbide. Eseguite sull’altro lato mantenendo gli stessi tempi.

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TULITA ASANA – LA BILANCIA

Seduti sui calcagni, con i talloni sollevati, inspirando, divaricate le ginocchia. Il busto è ben diritto e le braccia sono rilassate sulle gambe.

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DEVABHUTI ASANA COLEI CHE SGORGA DAI CIELI

In piedi, inspirando, sollevate le braccia verso il cielo e nelle mani immaginate di tenere una sfera piena d’acqua. Espirando, flettete il busto indietro inarcando il collo, la zona lombare e spingendo il bacino in avanti.

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DAKINI ASANA – L’ASPETTO MISTERIOSO ED ESOTERICO DEL FEMMINILE

In piedi, con le gambe divaricate, aprite verso l’esterno il piede destro. Inspirando, sollevate il braccio destro. Espirando, ruotate il capo verso destra e chiudete la mano destra a pugno. Il braccio sinistro è disteso con la mano sulla coscia. Eseguite sull’altro lato mantenendo gli stessi tempi.

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PAKSINA ASANA L’ALA, “IL FEMMINILE AEREO”

Coi piedi uniti, inspirando, sollevate le braccia all’indietro aprendo bene lo sterno. Espirando flettete il busto in avanti.

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SHAKINI ASANA – LA DEA CHE TUTELA IL CHAKRA DELLA GOLA

Sdraiati a terra, portate le gambe verso l’alto staccando il bacino da terra. Cercate di allungare bene la schiena e di sentire il peso del corpo rovesciato sul collo. Le mani sostengono la schiena.

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SUPTA DEVA – SALUTO ALLA DEA

Con la schiena ben aderente alla terra e le gambe piegate, inspirate. Espirando divaricate le ginocchia unendo le piante dei piedi. Inspirando distendete le braccia verso l’alto con le mani giunte.

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A cura di: Silvia Ornaghi
Fonte: Vivere lo Yoga