Libera(la)mente

Libera(la)mente

Stress, ansia, insonnia, tachicardia… Fatiche, pesi, oppressioni logorano la vita. È necessario alleggerire il bagaglio altrimenti il viaggio diventa insostenibile; nel cammino ci si sente goffi e l’eccessivo peso mentale fa perdere la rotta. Secondo la tradizione orientale la mente è come una scimmia indomabile, incapace di stare ferma. È impossibile immaginare una scimmia concentrata, ferma e con la mente libera.

Fortunatamente la stessa cultura orientale non si è limitata a individuare il problema – la scimmia – ma ha cercato una modalità per addomesticarla. Patanjali, per primo, ha codificato gli strumenti per alleggerire la mente. All’interno degli Yoga Sutra si parla di obiettivi elevatissimi come l’estasi e la realizzazione del sé ma tutto questo si traduce ed è raggiungibile solo partendo da un principio base: avere la mente sgombra! Attraverso gli insegnamenti di Patanjali comprendiamo che grazie allo Yoga possiamo attivare processi di purificazione che non si limitano alla semplice pulizia del corpo attraverso le pratiche fisiche, ma assumono una valenza superiore che indirizza l’essere umano ad una purificazione ben più vasta: uno stato di consapevolezza libero da pregiudizi, sovrastrutture, limiti personali.

Quando si parla di leggerezza viene spontaneo associare questa virtù ai bambini che ne hanno una riserva illimitata; nel libro apparso recentemente “I Superpoteri dello Yoga per andare bene a Scuola” (curato dalla scuola Holden), i ragazzini sono stati classificati in cinque simpatiche categorie, ognuna delle quali prevede suggerimenti yogici per un migliore rendimento scolastico. Leggendo con attenzione emerge che i cinque temperamenti di riferimento sono facilmente assimilabili anche alla vita di noi adulti che spesso necessitiamo di essere “alleggeriti”. Per comprendere il concetto passiamo ad analizzarli uno ad uno.

I GUERRIERI

Nei guerrieri predomina la competitività, anche laddove non è necessaria o addirittura lesiva; c’è sempre una battaglia in corso e bisogna vincere ad ogni costo. La sconfitta è p e r c e p i t a come un elemento negativo sebbene possa rappresentare un insegnamento per mitigare le proprie debolezze. Per alleggerire il carico, il guerriero dovrà stemperare l’aggressività imparando a deporre le armi; potrà guardare la realtà senza combattere e gli verrà riconosciuta l’umiltà derivante dalla sua remissione. Se il guerriero vedesse proiettato il proprio atteggiamento su uno schermo cinematografico probabilmente sorriderebbe nel riconoscere l’eccessiva grinta che lo guida nella vita e forse proprio questa ammissione auto-ironica lo aiuterebbe a lasciar correre senza dover combattere ogni volta.

Meditazione: “Gettiamo più spesso l’ascia di guerra e godiamoci la vista di un mirabile tramonto o di un cielo stellato: è molto meno faticoso e alleggerisce l’anima”.

Asana finale: ARDHACHANDRASANA (La dolcezza della mezzaluna)

GLI AGITATI

Gli agitati non stanno fermi un attimo, ogni compito da svolgere deve essere svolto tempestivamente e se non c’è nulla da fare si inventano nuove attività pur di riempire il tempo e, in modo inconscio, la mente. Si impegnano su molti fronti contemporaneamente e questo pregiudica il risultato finale. I tempi morti per loro sono frustranti e le giornate rappresentano delle vere staffette tra le più svariate attività. Ne consegue una stanchezza infinita e la sensazione di non essere mai sufficientemente rilassati (oltre ad accumulare ansia e insoddisfazione). Per questa categoria è necessario eliminare il superfluo, concentrandosi su poche cose per farle al meglio. Per liberare la mente si può partire dagli aspetti materiali liberandosi di quello che non serve e quello che non interessa. In seguito si può procedere sul fronte emozionale eliminando le relazioni superficiali per dedicarsi solo a quelle importanti.

Meditazione: “Fermiamoci, visualizziamo un gabbiano in volo. Osserviamo la sua capacità di lasciarsi trasportare dalle correnti sbattendo le ali solo quando il vento cessa. È un ritmo continuo che rilassa e si adatta ai tempi immutabili della natura… Di cui spesso dobbiamo accettare la lentezza”.

Asana finale: VRKSASANA (L’equilibrio dell’albero)

I MENTALI

Pensieri, pensieri e ancora pensieri. La testa è come un edificio in costruzione, pieno di strutture, impalcature, muri da erigere, chiodi da piantare, pavimenti e soffitti da ideare. Non si cede un istante, persino la notte il mentale si scopre a progettare qualcosa per il giorno che verrà. Difficilmente questo soggetto è colto in fallo perché pianifica ogni dettaglio della vita; tutto ciò però toglie spontaneità e affatica moltissimo il cervello. Il mentale tende ad avere una visione contorta della realtà perché pianifica anche le risposte che dà a se stesso. In questo caso serve spostare l’attenzione al corpo in movimento e smettere di speculare con la mente. I pensieri sono come nuvole nel cielo, vengono e vanno, non vanno trattenuti, solo in questo modo i mentali potranno alleggerirsi.

Meditazione: “Per fermare il lavorio della mente sfreghiamo con vigore i palmi delle mani e posizioniamoli a coppa sugli occhi, poi visualizziamo un ruscello, guardiamo l’acqua che defluisce seguendo le inclinazioni più accentuate e scorre, scorre…”.

Asana finale: DAKINIASANA (I poteri magici della strega)

I SOGNATORI

Pigri, spesso solitari amano una vita a rallentatore. La mente del sognatore oscilla fra voli pindarici, costruzione di castelli “in aria” e vuoti assoluti. Ogni azione è angoscia; sebbene tali soggetti siano forniti di energie e di doti nascoste, il fare, in tutte le sue accezioni, diventa un peso. Serve dunque passare dal pensiero all’azione. Coloro i quali possiedono temperamento “aereo”, in difficoltà col senso pratico e le attività manuali, necessitano di tornare con i piedi per terra per percepire che il mondo reale non è sempre devastante ma a volte persino più accogliente della dimensione “onirica”.

Meditazione: “ Visualizziamo una montagna, osserviamo le sponde, il fondo valle, la cima. Può essere un monte innevato, completamente verde o roccia pura. Sforziamoci e spingiamoci all’interno della montagna, sentiamo il suo cuore. Poi usciamone e guardiamola dall’esterno: grande, ferma e salda. Quella montagna siamo noi”.

Asana finale: TRIKONASANA (La stabilità del triangolo)

I FASHION VICTIMS

Ipercinetici come gli agitati, programmatori come i mentali e professionisti di castelli in aria come i sognatori, i fashion victims pensano anche di essere valorosi guerrieri a patto d’essere i protagonisti (e i più ammirati) della battaglia. Sempre troppo attenti all’aspetto esteriore e al giudizio degli altri sono forse i primi a giudicarsi… Non all’altezza delle aspettative! Che si tratti del vestito che indossano o di quello che pensano, tutto deve essere esibito nell’ambito di uno stile, di un rigore e di una morale che spesso è frutto dei media e del contesto sociale. Tutto deve essere alla moda, conformato, e che dia (almeno all’apparenza) la garanzia di ricevere riscontri e successo. Una scarsa personalità mascherata con molta sicurezza.

Meditazione: “Impariamo dalle divinità indiane, leggiamo la storia di Saraswati, la Dea che conduce verso la comprensione anche attraverso l’aspetto artistico e ludico. Saraswati insegna ad entrare in contatto e convivere con la vera bellezza, attraverso l’ascolto di una sinfonia, la lettura di una poesia o dipingendo un acquarello… Abbandonarsi alle espressioni creative per ricongiungersi alle leggi primordiali dell’universo”.

Asana finale: LAKINIASANA (La grazia della dea)

LA SEQUENZA

La sequenza di asana qui proposta è indicata per mitigare le difficoltà quotidiane legate alle nostre strutture fisiche e mentali. Le forme sono utili per tutte le tipologie di personalità e vanno mantenute almeno per 10 respiri; l’asana finale invece è specifica del proprio carattere e andrebbe mantenuta per il doppio del tempo (o anche di più) rispetto alle altre. Se vi riconoscete in più tipologie potete alternare le asana finali. Cominciate sdraiati supini in Shavasana, la posizione del rilassamento, mantenendo gli occhi chiusi e lasciando che il corpo lentamente si abbandoni e ogni parte si rilassi profondamente. Restate in posizione per qualche minuto. Durante l’esecuzione della forma, grazie alla decontrazione muscolare e a un conseguente collegamento mentale al ritmo cardiaco e diaframmatico avrete notevoli effetti ansiolitici e ipotensivi e guadagnerete una grande lucidità mentale. Osservate senza giudicare qual è il vostro stato d’animo.

SETUBADDHAMUDRA

Supine, piegate le ginocchia e portate i piedi a terra leggermente aperti. I palmi delle mani sono a terra con le braccia ben distese lungo il corpo. Inspirando, sollevate il bacino inarcando la schiena e contemporaneamente sollevate le braccia portandole tese oltre la testa. Espirando, riportate la schiena al suolo insieme alle braccia. Eseguite almeno 10 volte con un ritmo calmo e regolare.

SETUBADDHAMUDRA

SARPASANA

Supine a gambe distese, inspirando, piegate le gamba destra portando il piede sul ginocchio sinistro. La mano sinistra afferra il ginocchio mentre il braccio destro è al suolo disteso. Espirando portate a terra il ginocchio a sinistra e ruotate il capo a destra. Ripetete sull’altro lato.

SARPASANA

BATRIKASANA

Inspirando flettete le ginocchia, espirando portate le cosce verso il petto. Le mani afferrano le gambe piegate.

BATRIKASANA

DANDASANA

Inspirando portate le braccia distese oltre il capo e allungate bene tutto il corpo, dalla punta dei piedi alle dita delle mani. Espirando assestatevi e rilassatevi.

DANDASANA

SARASVATIASANA

Inspirando sollevate il bacino e il busto da terra facendo attenzione a non flettere le ginocchia. Il corpo deve risultare stirato; il peso va distribuito uniformemente sui punti che sono a contatto con il suolo (piante dei piedi, mani, braccia, spalle e nuca). Tutti i canali del corpo vengono allungati e tesi per attivare lo scorrimento dell’energia vitale.

SARASVATIASANA

SUPTAMAKARASANA

Ruotate proni. Piegate i gomiti e appoggiate a terra gli avambracci. Inspirando sollevate la testa e il busto.

SUPTAMAKARASANA

BUJANGASANA

Spostate le mani ai lati del petto e inspirando distendete quasi completamente le braccia sollevando petto, spalle e viso ed inarcando la schiena.

BUJANGASANA

DARMIKASANA

Inspirando spingete il bacino verso l’alto per trovarvi in ginocchio; espirando stirate la schiena e spingete leggermente il busto verso terra.

DARMIKASANA

NAVASANA

Portatevi seduti con le gambe piegate. Inspirando sollevate le gambe e le braccia. Ricercate l’equilibrio a terra con il bacino che bilancia le forze.

NAVASANA

MATSYEDRASANA

Piegate la gamba destra e portate il tallone verso il gluteo sinistro. La gamba sinistra è piegata con il piede a terra oltre la coscia destra. Il braccio destro afferra la gamba. Inspirando tendete il busto verso l’alto ed espirando ruotate il busto a sinistra con il braccio dietro la schiena o con le mani che si afferrano sotto la gamba sinistra. Ripetete sull’altro lato mantenendo gli stessi tempi.

MATSYEDRASANA

PARVATASANA

Seduti a gambe incrociate, inspirando sollevate le braccia distendendole in alto e allungando il busto, espirando sovrapponete le mani con i palmi rivolti in avanti.

PARVATASANA

ASANA FINALI

ARDHACHANDRASANA

In ginocchio distendete verso l’esterno la gamba sinistra con il piede di profilo. Inspirando stirate il busto e la nuca verso l’alto ed espirando flettete il busto verso sinistra. Il braccio sinistro è sulla gamba, quello destro è leggermente piegato verso sinistra sopra la testa. Ripetete sull’altro lato mantenendo gli stessi tempi.

ARDHACHANDRASANA

VRKSASANA

In piedi, spostate il peso del corpo sulla gamba destra e portate il piede sinistro all’altezza del malleolo destro oppure del ginocchio o della coscia. Inspirando portate le mani giunte all’altezza del cuore e mantenete la forma. Ripetete sull’altro lato mantenendo gli stessi tempi.

VRKSASANA

DAKINIASANA

In piedi a gambe divaricate spostate il peso del corpo sulla gamba destra e ruotate il piede di profilo. Inspirando sollevate il braccio destro ed espirando flettete leggermente il ginocchio destro ruotando la testa verso la spalla destra. Ripetete sull’altro lato mantenendo gli stessi tempi.

DAKINIASANA

TRIKONASANA

Divaricate le gambe. Inspirando aprite le braccia verso l’esterno, espirando flettete il busto a sinistra portando la mano con il pollice rivolto in avanti a terra. Il braccio destro sale verso l’alto e il viso è rivolto alla mano destra. Ripetete sull’altro lato mantenendo gli stessi tempi.

TRIKONASANA

LAKINIASANA

Seduti sui talloni allungate indietro la gamba sinistra. Inspirando tendete il busto verso l’alto ed espirando ruotate verso sinistra portando il dorso della mano nell’incavo del ginocchio sinistro. La mano destra è appoggiata alla coscia. Ripetete sull’altro lato mantenendo gli stessi tempi.

LAKINIASANA

A cura di: Silvia Ornaghi
Fonte: Vivere lo Yoga