Il potere occulto delle aspettative

Il potere occulto delle aspettative

Mara – il cui vero nome non compare per rispetto della sua privacy – entra a capo basso e si siede in mezzo al gruppo di persone intervenute alla meditazione; quando è il momento di condividere la sua storia i suoi occhi si fanno tristi, la sua bocca si stringe in una morsa di dolore, e la sua voce trema sia di rabbia che di tristezza. “Perché, dopo che ho fatto tutto ciò che dovevo, dopo essere stata positiva e aperta alla vita mi ritrovo nuovamente sola?” Circa un anno fa Mara aveva trovato una persona con la quale “tutto pareva andare bene”. Seppure l’idillio dei primi momenti avesse lasciato il posto a una “sana visione degli spigoli di ciascuno all’interno della coppia”, Mara aveva una visione genuina del suo compagno e riteneva che le differenze li avrebbero “aiutati a cambiare e ad essere migliori”.

Sebbene a quel tempo la sua voce fosse felice, tutta la sua aspettativa trapelava, pavimentando la strada d’intenzioni volte a cambiare – e cambiarsi – per il meglio. Anni fa Mara aveva intrapreso il percorso dello Yoga e aveva compreso che molta della sua sofferenza era generata dal bisogno continuo di modificare le cose attorno a sé, per paura di perderle. Spesso ciò che appare come la chiave della felicità (es. una relazione amorosa) può invece diventare fonte d’insoddisfazione, alla quale in molti reagiscono creando ancora più aspettative. E il ciclo si ripete. Senza esserne consapevoli è facile, troppo facile, tessere una trama fitta di trepida attesa, mettendo in pericolo le relazioni che più contano.  Il loro potere è occulto poiché si nasconde dietro un sentimento di felicità, peraltro momentanea. S’insinuano nella vita in modo silenzioso rendendo stanco, irritabile, insoddisfatto e disilluso chiunque ne sia rimasto vittima.

Un’aspettativa non andata a buon fine, porta a parole poco gentili, decisioni affrettate e azioni del tutto sconsiderate. Anche dopo avere causato un dolore cocente, l’aspettativa resta difficile da individuare. Costruire aspettative significa opporsi a qualunque cambiamento per paura di restare delusi. L’aspettativa è così astuta che s’insinua e senza che ci si accorga, spinge a cercare comportamenti diversi dalla vera natura del cuore, per compiacere qualcuno – o, come nel caso di Mara – per paura di perderlo. Sfortunatamente la maggior parte di questi falsi atteggiamenti viene “scovata” solo dopo un forte disappunto, quando un’amara consapevolezza svela quanto posseduti si possa essere da queste viziose illusioni. Quando una persona si sente irritabile, insoddisfatta o tesa, è meglio fare subito mente locale e cercare di capire se il nostro atteggiamento è influenzato dal nostro inconscio che sta scendendo a patti con qualche malsana aspettativa. Le aspettative sono di varia natura. Esistono quelle che una persona nutre nei confronti di se stessa, quelle che altri possono avere nei suoi confronti, ed ancora quelle che riponiamo negli altri. Siano esse grandi o piccole, positive o negative, il loro potere è deteriorante e corrosivo, e sono il risultato dei più comuni sentimenti che prova il genere umano.

Aspettative

Solo quando si impara a lasciar andare le aspettative più grandi, anche quelle più piccole svaniscono. Liberarsi dalle aspettative significa non permettere a nessuno (compreso se stesso), o qualcosa, di limitare un individuo ad essere o esprimersi liberamente per paura di non essere accettati/ amati o non raggiungere la meta desiderata. Avere aspettative proietta la mente in un punto nel tempo che semplicemente non esiste. Lo Yoga lo insegna chiaramente: l’unico momento che davvero esiste è qui e ora, il futuro – così come il passato – non esiste. Costruire aspettative significa impegnarsi per creare una struttura di comportamento così rigida che ci consenta di tenere tutto sotto controllo, affinché ogni cosa prosegua esattamente come l’aspettativa la proietta. Le aspettative, inoltre, rendono schiavi. Ci si aspetta che la vita debba avere determinate caratteristiche, un matrimonio perfetto, amici fedeli e infallibili, il successo finanziario ma, anche assumendo una condotta corretta e ineccepibile, non possiamo aspettarci che gli altri siano disposti a fare lo stesso. Se lasciate libere di espandersi nella mente, le aspettative pervadono l’intero essere.

LIBERASI DALLE ASPETTATIVE

Durante la meditazione Mara ha condiviso una delle tante aspettative che possono logorare (fino a distruggerlo) il quotidiano di ogni persona. Quando nello stesso ambito è stato chiesto se qualcuno era rimasto vittima delle aspettative, la risposta è stata unanime. Il problema, quindi, è generalizzato e in pochi ne sono esenti. Occorre liberarsi dai sensi di inferiorità generati dalle aspettative non andate a buon fine. Perché continuare a farsi del male? Benché difficile, liberarsi dalle aspettative è un processo reversibile. Anche con uno sforzo minimo avrà effetti dirompenti. Il cambiamento però non arriva da sé e capire la natura delle aspettativa fa la differenza. Guardare al futuro con un sorriso, non significa creare aspettative, ma speranze. Una speranza non implica la certezza matematica che una certa cosa avvererà o che una persona non se ne andrà, ma lascia l’anima pronta ad accettare tutto ciò che sarà con animo sereno. L’amore è fatto di forza e di speranza. Non di aspettative. Amarsi, infatti, non implica di potere cambiare se stessi (o gli altri); amarsi dà la forza di accettare il cambiamento, senza giudizio alcuno. La mente si chiama così perché mente. Questo è un proverbio antico che definisce la natura della mente a sabotare la realtà per ottenere ciò che desidera. Capire quindi la natura di qualunque aspettativa, sia essa desiderio, passione, avversione o ansia aiuta ad individuarla, lavandola via con la spugna insaponata della sapienza e della saggezza. Le aspettative vengono concepite da una mente che si illude d’avere solidità e controllo in un mondo che, contrariamente a quanto si pensi, cambia in continuazione.

LA CONSAPEVOLEZZA

Una volta compreso il processo intricato in cui si generano le aspettative, liberarsene è più semplice. In tutte le religioni la contemplazione è indicato come lo strumento che consente di osservare ciò che è vero nel presente. Il discernimento è l’unico strumento che permette di capire cosa è reale da cosa è illusorio, senza cadere nel giudizio, altra forma di tirannica aspettativa.

CERCARE POSSIBILITÀ

La differenza tra aspettative e possibilità è cruciale e va compresa, altrimenti si possono bruciare grandi opportunità. Le aspettative iniettano la mente di false speranze proiettandole in un futuro più o meno prossimo. Generalmente si avverte un senso di pressione che impedisce di godere di ciò che la vita offre oggi pensando a ciò che sarà o potrà essere in una escalation di attese irrisolte, allontanandoci dai doni che il presente offre con generosità. Le aspettative controllano la vita di una persona condizionandone scelte, pareri e comportamenti. Questa è la schiavitù generata dalle aspettative! Vivere nell’illusione di potere controllare tutto significa negare la bellezza della vita, dei suoi misteri, alienandosi anche la possibilità di gioire delle sorprese che il tempo ha in serbo per noi. A differenza delle aspettative le possibilità si basano solo e soltanto sul momento presente, in cui tutto può accadere. Ecco perché vivere pienamente la vita è importante, il presente potrebbe non tornare mai più. Vivere aperti alle possibilità significa restare vigili, pronti a fluttuare verso il cambiamento con presenza di Spirito e gioia nel cuore. Ecco la differenza. Vivere restando aperti alle possibilità è paragonabile a una meditazione costante, un atto di testimonianza dello scorrere della propria storia.

A cura di: Francesca Hezi
Fonte: Vivere lo Yoga